lunedì 29 luglio 2013

.

Correre tutto il giorno per non darti il tempo di pensare è come tentare di battere sul tempo l'oscurità. 
La vedi che ti insegue, la vedi che arranca per raggiungerti e a volte riesci a prendere un po' di vantaggio.

L'oscurità fa parte di te. La sensazione di un essere un pesce senza acqua. Una pianta senza radici. Qualcosa che non ha linfa. A prescindere dalle persone che ci sono o che mancano nella mia vita, a prescindere che io sia brava o no in quello che faccio, a prescindere da tutte le fortune che ho.

L'oscurità mi segue da una vita, forse sono nata con lei. Nata con un'ombra attaccata a me. Nessuno se n'era accorto, era lì incollata a un piedino, solo un centimetro di pelle, ma impossibile da togliere.

A volte mi sento inutile. Mi sento senza senso. Ma continuerò a vagare per questa vita che non mi piace, non è un problema. Sono diventata brava ad uscire a parlare a sorridere a confessarmi a interagire. In tutti questi mesi mi sono allenata per farlo, non è un problema.
Ma io sono sempre inutile e senza senso, vuota dentro immensamente, assente dentro, “pesante inside”, sola anche se circondata di gente, e so sempre di più che il problema non è la gente (purtroppo, forse).

Io mi nascondo, ma lei mi trova sempre.
Io non rispondo, ma lei continua a chiamare.
Io me ne andrò, ma lei mi seguirà.

L'unica soluzione che ho, per il momento, è fare finta che lei non esista.
Mentire spudoratamente e fare finta di star bene, sperando che prima o poi anche lei creda alla bugia e se ne vada.

Ignorata... magari se ne va.


lunedì 22 luglio 2013

Until you come

Take away my painLet the cold insideIt's time to let it rainThere's nothing left to hideTake away my painOh I'm not frightened anymoreI'm learning to surviveWithout you in my lifeTil' you come knockin' at my door



Dream Teather "Take away my pain"

sabato 13 luglio 2013

In cerca di identità

Perché devi vivere in cerca della tua identità?
Non puoi semplicemente vivere? Non puoi essere la tua identità?

Sei come in attesa di trovare qualcosa di stabile e di solido, per poi vivere. Di fare delle scelte radicali, per poi seguirle.

Basta, invece. Segui il flusso, vivi giorno per giorno e la tua identità crescerà.
Non la devi cercare, sarà lei a trovare te. 


"Ma avete davvero bisogno di avere un rapporto con voi stessi? Non potete semplicemente essere voi stessi? Quando avete un rapporto con voi stessi, vi siete spaccati in due : “io” e “me stesso”, soggetto e oggetto. Questa dualità creata dalla mente è la causa fondamentale di ogni complessità superflua, di tutti i problemi e i conflitti della nostra vita.
Nello stato di illuminazione voi siete voi stessi: voi e voi stessi fusi in uno.
Non giudicate voi stessi, non vi sentite dispiaciuti per voi stessi, non siete orgogliosi di voi stessi eccetera.
Non vi è più un sé che dovete proteggere, difendere o alimentare.
Vi è un’unica relazione che non avete più: la relazione con voi stessi. "

Tratto da : Mindfulness di A. Piazza

lunedì 8 luglio 2013

Hallelujah

"Forse c'è un Dio lassù
Ma tutto quello che ho imparato dall'amore
è stato come colpire qualcuno prima che estragga le armi 
E non è un grido che puoi sentire di notte
Non è qualcuno che ha visto la luce
È un freddo ed uno stonato Hallelujah"

Una delle melodie più dolci che io abbia mai sentito, dedicato alle persone come me che pretendono troppo da loro stesse, che anche quando hanno donato tutto si dicono "avrei potuto fare di meglio", dedicato a chi non si soddisfa mai.
Dedicato a chi cerca qualcuno che dia loro un limite, a chi è stanco ma resiste, a chi necessita anche di un bell'abbraccio.




giovedì 27 giugno 2013

El tiempo que se escurre (entre los dedos)

"Hace 9 meses, llegaba una chica tímida y calladita. No conocía a nadie, la ciudad no le gustaba mucho y a veces tenia ganas de volver.
Hoy, se marcha una persona diferente, que ama a Alicante como tan solo se puede querer a algo/alguien de verdad... o sea, aceptando todo lo bueno y lo malo, sus cualidades y sus carencias.
Hoy, vuelve a casa un Erica que llevará en el corazón para siempre todas las personas buenas y los Amigos que han cruzado su camino. Todas las experiencias que han hecho estos meses largos e intensos."

Es lo que escribí cuando me fui de España. Cuando terminé mi servicio voluntario, y volví a Italia... En noviembre 2012, o sea, hace ocho meses.

Hace 8 meses otra vez, volvió a "casa" una persona que no sabia ni quién era ni cuál era su lugar. Una chica que sufría mucho, perdida entre la nostalgia del pasado y la angustia por el futuro. 
Esa chica ya no se callaba nunca. Esa chica había aprendido a expresar todo lo que sentía, lo malo y lo bueno, y dejó salir todo lo que tenia adentro en el profundo.
Empezó a escuchar a si misma de verdad  y quizás por primera vez. 
Empezó a amarse, con lo difícil que es hacerlo.

Ya son ocho meses, el tiempo de esta vida "reggiana" es casi igual al tiempo de la vida alicantina, aunque no me parece, aunque siento ese tiempo de España tan cerca y tan pegado a mi alma - a mi cuerpo - a mi mente. 
Ya son ocho meses, y fueron de alguna manera igualmente intensos y largos.... distintos, solitarios, introspectivos, pero llenos
En este tiempo he tomado decisiones importantes, me quedé sola, dejé la que consideraba mi casa, y luego empecé a viajar, a trabajar, a estudiar, a retomar amistades, a escribir, a meditar... 

Bruselas, Roma y luego Grecia y por fin España otra vez; cada viaje con su propio sentido, cada persona con su propio papel.
Cada vuelta con sus reflexiones añadidas. 

Ocho meses después, 
después haber pisado otra vez el suelo de mi querida ciudad española, 
de haber vuelto a caminar por "mis" calles, 
de haber visto de nuevo los ojos de las personas Importantes, 
de haber llorado en frente de mi vieja casa, 
después de todo esto siento que hice un paso más en el larguísimo camino que voy siguiendo.  

Siento que tendría que añadir un pequeño trocito al circulo que queda tatuado en mi piel. 
Un poquito de tinta más. 


Sunrise in Alicante



domenica 16 giugno 2013

Un'ascoltatrice di pancia


Ultima coccola della settimana.

I Daughter per me sono una scoperta più o meno recente; un trio inglese che compone una musica introspettiva e vagamente triste, ma in qualche modo dolce e avvolgente.
La voce della cantante, Elena Tonra, sussurra le canzoni al mio orecchio. Sussurra anche quando io sparo la musica a tutto volume, per perdermi nelle tre-quattro-cinque canzoni che ormai conosco perfettamente a memoria.

Non sono mai stata una musicista, nè mi posso atteggiare a intenditrice di musica, per chiarirci.
Io sono un'ascoltatrice di pancia, un'ascoltatrice attenta ed eclettica e so solo che la musica dei Daughter in questi mesi di vita mi è entrata visceralmente dentro.

Stasera la settimana finisce con il sussurro di Smother.
Oscura
piena di messaggi
vera. 

Da ascoltare ad occhi chiusi, imparando a memoria il testo.

I'm wasted, losing time 
I'm a foolish, fragile spine 
I want all that is not mine 
I want him but we're not right 

In the darkness I will meet my creators 
And they will all agree, that I'm a suffocator 

I should go now quietly 
For my bones have found a place 
To lie down and sleep 
Where all my layers can become reeds 
All my limbs can become trees 
All my children can become me 
What a mess I leave 
To follow, to follow, to follow...

In the darkness I will meet my creators 
They will all agree, I'm a suffocator 

Suffocator 
Oh no 
I'm sorry if I smothered you 

I'm sorry if I smothered you 

I sometimes wish I'd stayed inside 
My mother 
Never to come out



PS. Assolutamente da ascoltare, poi, Still... e Youth (meravigliosa!)
...e sicuramente Home - che per me ha un significato particolare, ma quella è un'altra storia.

domenica 9 giugno 2013

Take the Time

C'è una frase di un libro, letto poco tempo fa, che mi ha dato un nuovo insight.
Quando leggi la frase giusta al momento giusto (a volte capita):

"Quando ci aspettiamo qualcosa da qualcuno, non importa quanto ragionevole possa sembrare, non stiamo vedendo quella persona, in quel preciso momento, per ciò che veramente è".

E' vero, le aspettative e le pretese che abbiamo sugli altri sono solo il riflesso dei nostri bisogni.

Ma quello che per me è stato illuminante, è il fatto di vedere le cose-le situazioni-le persone intorno a me per quello che realmente sono.
E' come se mi fossi tolta il filtro che avevo sugli occhi, come se ci vedessi più chiaro e decisamente con più luce.
E' stato un passaggio importantissimo, anche se non è facile, non ci sono ancora abituata e tutti i giorni devo ricordarmi di togliermi gli occhiali.

Ci sono giorni in cui ancora me ne scordo.

"Ora che ho perso la vista, ci vedo di più" (da "Nuovo Cinema Paradiso")