sabato 24 agosto 2013

Όσο μπορείς (per quanto sta in te)

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

Konstantinos Kavafis

Όσο μπορείς

Κι αν δεν μπορείς να κάμεις την ζωή σου όπως την θέλεις,
τούτο προσπάθησε τουλάχιστον
όσο μπορείς: μην την εξευτελίζεις
μες στην πολλή συνάφεια του κόσμου,
μες στες πολλές κινήσεις κι ομιλίες.
Μην την εξευτελίζεις πηαίνοντάς την,
γυρίζοντας συχνά κ' εκθέτοντάς την
στων σχέσεων και των συναναστροφών
την καθημερινήν ανοησία,
ως που να γίνει σα μια ξένη φορτική.
[1913]

[riflessioni di un venerdì sera solitario d'agosto]

lunedì 19 agosto 2013

§

Tu dà amore,
forse riceverai amore.

Tu dà sorrisi,
forse riceverai sorrisi.

Tu dà bellezza e calore,
forse riceverai lo stesso dono.

Vorrei abbandonarmi al flusso della vita e lasciarla fare.
Che mi porti lei, dov'è il mio destino.
Che mi guidi lei, in giro per il mio cammino.

In questo momento ho paura - è vero, e lo accetto.

In questo momento sono fragile - è vero, e lo accetto.

Ma tutto scorre e niente è eterno.
Tutto ha un senso e tutto serve (mi sa di sì).

E biasimarsi non fa stare meglio.

Distribuisci amore.
Distribuisci sincerità.
Distribuisci vita, Erica.

Ricorda: la felicità non è mai stupida. 

venerdì 9 agosto 2013

Valigia time

E' di nuovo il momento di fare la valigia.
Domani si va all'Est, che non ho mai visto.
Domani si va.

Non ho ancora capito se il viaggio per me è una droga o una cura. In ogni caso, so che mi fa stare bene. Perchè...

Cosa ci sia di meglio di un viaggio, io non lo so. La naturale felicità di lasciare casa e partire, sentire il rollio del motore di un aereo, lo sferragliare di un treno, il suono di una nuova lingua. Cosa ci sia di meglio, per curare tutti i mali, dell'attesa dolce o snervante di una nuova meta, io davvero non lo so. 
Viaggiare è una questione di fortuna (e io fortunata lo sono) ma anche di scelte, di molte cene fuori in meno e qualche giorno in più via di casa, di guidare in autostrada alle 3 del mattino per prendere un volo all'alba a Linate, di lasciare indietro le cose che sono da fare, a volte di non sapere come si tornerà. 
Un viaggio può andare molto bene o molto male.  Ma non ti lascerà mai indifferente.
Non me, 
indifferente, 
mai.

2013, for the moment.


giovedì 8 agosto 2013

Lessico della cosiddetta diversità.

Visto che continuiamo sul filone delle relazioni umane, parliamo anche degli amori "diversi".

Credo sia necessario stabilire un dizionario chiaro e reale, prima di tutto.

Frocio non lo puoi dire.

Finocchio, nemmeno.

Lesbica può essere duro e spregiativo, anche se non ti sembra.

Checca e Lella possono essere scherzosi e soft. Ma occhio.

Non mi soffermo nemmeno su tutte quelle parole che si riferiscono più o meno esplicitamente ai genitali. Sono parolacce, non c'è molto da dire.

"Ah, quindi cosa posso dire?"

Gay.
Omosessuale.
Bisessuale.

Finchè ognuna di queste parole neutre non sarà pienamente e totalmente accettata dalla società in cui vivi, finchè anche la parola più neutra  e "innocente" farà rabbrividire qualcuno, non puoi permetterti di giocare con le parole borderline.

Quello che per te è un gioco innocente, quella che per te è solo una parola che fa ridere gli amici, per qualcuno è stato magari un insulto, un'offesa, uno sputo metaforico.

La tolleranza (prima) e la comprensione (poi) passano attraverso piccole cose.

Credo che l'attenzione al linguaggio sia uno dei primi grandi/piccoli segnali.


Boys don't cry - The Cure


giovedì 1 agosto 2013

...non come quando ragiono, ma come quando respiro.

Questo blog, alla fine, parla spesso di amore.
Si sa, troppo spesso ci si concentra più sulle cose che mancano che su quelle che abbiamo già.
Parla d'amore, ma ho imparato che amare ha milioni di significati e sfumature.
Non è affatto una parola univoca, non si riferisce affatto a un rapporto univoco.

Ho trovato per caso questa poesia-canzone di Gaber.
Gaber che ha cantato di tutto, ha parlato di tutto, e quasi alla fine della sua vita ancora non era capace di amare.
O forse, sì, chissà, e come tutti gli ottimi artisti, ha solo voluto lasciarci alcune parole in cui potessimo identificarci.

GRAZIE.

Quando sarò capace d'amare probabilmente non avrò bisogno di assassinare in segreto mio padre né di far l'amore con mia madre in sogno.
Quando sarò capace d'amare con la mia donna non avrò nemmeno la prepotenza e la fragilità di un uomo bambino.
Quando sarò capace d'amare vorrò una donna che ci sia davvero che non affolli la mia esistenza ma non mi stia lontana neanche col pensiero.
Vorrò una donna che se io accarezzo una poltrona, un libro o una rosa lei avrebbe voglia di essere solo quella cosa.
Quando sarò capace d'amare vorrò una donna che non cambi mai ma dalle grandi alle piccole cose tutto avrà un senso perché esiste lei.
Potrò guardare dentro al suo cuore e avvicinarmi al suo mistero non come quando io ragiono ma come quando respiro.
Quando sarò capace d'amare farò l'amore come mi viene senza la smania di dimostrare senza chiedere mai se siamo stati bene.
E nel silenzio delle notti con gli occhi stanchi e l'animo gioioso percepire che anche il sonno è vita e non riposo.
Quando sarò capace d'amare mi piacerebbe un amore che non avesse alcun appuntamento col dovere
un amore senza sensi di colpa senza alcun rimorso egoista e naturale come un fiume che fa il suo corso.
Senza cattive o buone azioni senza altre strane deviazioni che se anche il fiume le potesse avere andrebbe sempre al mare.
Così vorrei amare.


lunedì 29 luglio 2013

.

Correre tutto il giorno per non darti il tempo di pensare è come tentare di battere sul tempo l'oscurità. 
La vedi che ti insegue, la vedi che arranca per raggiungerti e a volte riesci a prendere un po' di vantaggio.

L'oscurità fa parte di te. La sensazione di un essere un pesce senza acqua. Una pianta senza radici. Qualcosa che non ha linfa. A prescindere dalle persone che ci sono o che mancano nella mia vita, a prescindere che io sia brava o no in quello che faccio, a prescindere da tutte le fortune che ho.

L'oscurità mi segue da una vita, forse sono nata con lei. Nata con un'ombra attaccata a me. Nessuno se n'era accorto, era lì incollata a un piedino, solo un centimetro di pelle, ma impossibile da togliere.

A volte mi sento inutile. Mi sento senza senso. Ma continuerò a vagare per questa vita che non mi piace, non è un problema. Sono diventata brava ad uscire a parlare a sorridere a confessarmi a interagire. In tutti questi mesi mi sono allenata per farlo, non è un problema.
Ma io sono sempre inutile e senza senso, vuota dentro immensamente, assente dentro, “pesante inside”, sola anche se circondata di gente, e so sempre di più che il problema non è la gente (purtroppo, forse).

Io mi nascondo, ma lei mi trova sempre.
Io non rispondo, ma lei continua a chiamare.
Io me ne andrò, ma lei mi seguirà.

L'unica soluzione che ho, per il momento, è fare finta che lei non esista.
Mentire spudoratamente e fare finta di star bene, sperando che prima o poi anche lei creda alla bugia e se ne vada.

Ignorata... magari se ne va.


lunedì 22 luglio 2013

Until you come

Take away my painLet the cold insideIt's time to let it rainThere's nothing left to hideTake away my painOh I'm not frightened anymoreI'm learning to surviveWithout you in my lifeTil' you come knockin' at my door



Dream Teather "Take away my pain"